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Ricetta fotografata: migliaccio, dolce della tradizione contadina romagnola
Il migliaccio, è un dolce invernale, tipico della tradizione contadina,che merita di essere provato e conservato per molte ragioni: la prima, ovviamente è che è buono. Ma questa ricetta antica ha anche un altro grande pregio: è un eccellente ricostituente. La sua ricetta è infatti molto ricca di ferro e di calcio. Un ricostituente che è anche una merenda golosa può mettere d'accordo mamme e ragazzi.... Un terzo pregio è che è facile da preparare, e non riserva mai sgradevoli Leggi la storia del migliaccio
Note alla ricetta: La ragione della grande diffusione di questo dolce è legata al suo ingrediente "segreto": il sangue di maiale. Vi prego non fate quella faccia! Che del maiale non si butti via niente è cosa ben nota, e che il sangue sia un alimento molto nutriente è altrettanto risaputo. Se guardate la composizione di molti ricostituenti (ed anche fertilizzanti) troverete il sangue animale come ingrediente di base, è quindi logico che la tradizione contadina approfitti di questa risorsa, di poco prezzo e molto valore. Mi piace poi pensare che sia l'amore materno che ha creato un piatto gustoso, per trasformare il pranzo in una festa. Ovviamente il fatto che sia un dolce invernale è sempre legato al nostro maiale, che si è sempre ammazzato in inverno, sia per poter conservare le carni al fresco (i frigoriferi sono una invenzione recente), sia per avere cibo nutriente fino alla primavera. Ecco perché con il tempo il migliaccio è diventato uno dei dolci tipici del carnevale La storia di questo dolce è poco codificata, come spesso succede nelle ricette popolari, ma possiamo immaginare che abbia una origine molto antica, e che si sia poi evoluta nel tempo, migliorando il suo sapore con i nuovi ingredienti disponibili, prima lo zucchero, e gli agrumi, poi la cannella e da ultimo il cioccolato. Tutti ingredienti che non sono di origine italiana, ma che la nostra cucina ha "adottato" nel corso dei secoli, modificando pietanze già note, come nel caso del migliaccio, o creandone di nuove. Come tutte le ricette di casa anche questa ha infinite varianti, per adattarsi al gusto della famiglia, e sinceramente trovo magnifico che sia così: la cucina è creatività e libertà. Un esempio delle varianti che ho confrontato è la presenza più o meno invadente del pane: la farina una volta era preziosa, quindi si preferiva usare il pane raffermo e grattugiato, dove era possibile. La quantità di zucchero e di saba dipendono dal gusto e dal portafoglio, così come i canditi e gli aromi. La mia fonte primaria per questa ricetta è la famiglia Rivalta, che questo dolce lo prepara da generazioni, e che mi ha gentilmente procurato l'ormai raro sangue di maiale, ed una magnifica saba fatta in casa, ed a cui vanno, come sempre, i miei ringraziamenti.
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